ProgettiVenezia i canali senza turisti durante la pandemia da coronavirus del 2020

A cavallo tra il mese di marzo e quello di aprile 2020 ho concentrato il mio lavoro sull’acquisizione di alcuni frame dal flusso video di alcune webcam che scrutano quotidianamente il nostro mondo.
Queste schermate lo ho “elette” immagini fotografiche, assegnandogli un nuovo significato.
Ora, unite in un video, documentano ciò che la pandemia del Covid-19 stava attuando sullo stile di vita della popolazione mondiale e sul paesaggio con l’arrivo della primavera del 2020.

Il progetto è stato creato in perfetta sintonia e accordo con alcuni precetti della post-fotografia.
Il termine post-fotografia fa riferimento alla fotografia che è conseguenza della sovrabbondanza di immagini a livello digitale.

Ogni giorno vengono prodotte miliardi di immagini, sia da esseri umani che da sistemi automatizzati.

Quindi ,come teorizza Joan Fontcuberta nel suo saggio “ La furia delle immagini “, per contrastare questo inquinamento visivo nascono  le pratiche artistiche post-fotografiche. Queste “non consistono nel fabbricare immagini, ma nel saper attribuire un senso proprio a quelle esistenti, svegliandole dalla loro sonnolenza” 

Io ho voluto recuperarle e riciclarle, donandogli una seconda vita nel mio video.